Negli ultimi tempi, in campo estetico si è parlato spesso di filler. Termine generico che spesso porta una paziente a non comprendere l'effettiva utilità di questa sostanza e le sue corrette applicazioni. E' importante non confondere la sostanza botulinica con il filler, ma ancora più importante è spiegare alla paziente come e dove può essere utilizzato, quali sono i risultati di questo trattamento e soprattutto in che zona del viso questa sostanza può essere infiltrata. I recenti attacchi mediatici sui filler hanno portato a una grande disinformazione nei confronti di un prodotto che, se di qualità e applicato correttamente, può apportare a un volto leggermente invecchiato, dei risultati straordinari. Inoltre, la cattiva pubblicità di informatori e venditori promozionali, che ha proposto prodotti a costi fuori mercato, ha decisamente causato grandissima confusione nel nostro settore, rendendo i filler materiali di qualità dozzinale e privi della loro importanza medica e farmaceutica.
LA CORRETTA INFORMAZIONE
I filler nascono in medicina estetica ben 25 anni fa. I primi utilizzati erano a base di collagene, poi tolti dal mercato in quanto di derivazione bovina. Il loro utilizzo era finalizzato al riempimento della rughe. La ricerca e l'evoluzione medica ha, poi, introdotto nel mercato l'acido ialuronico. Si tratta di una molecola già presente nei tessuti dermici del nostro organismo con due importanti funzioni: quella IDROSCOPICA che attira acqua con effetto idratante e riempitivo, e quella FIBROPLASTICA finalizzata alla rigenerazione tessutale. Oltre agli acidi ialuronici, nella categoria filler sono compresi anche quelli permanenti e semipermanenti. I primi sono stati severamente vietati dal mercato in quanto, essendo a base di silicone e metacrilati, hanno causato più danni che risultati positivi. Quelli semipermanenti hanno invece un riassorbimento più a lungo termine, ma comportano una tecnica d'inserimento molto particolare che, se non eseguita correttamente, può causare infiammazioni e inestetismi. I filler hanno diversi tipi di formulazione e le principali aziende farmaceutiche hanno puntato alla qualità e all'eccellenza del prodotto in modo da poter essere utilizzato a vari livelli. Per correggere i piccoli inestetismi del viso e le micro depressioni, il filler viene inserito in superficie, mentre per ricreare i volumi occorre attuare un inserimento del prodotto in profondità. L'acido ialuronico proprio per le sue caratteristiche di biocompatibilità può essere inserito in tutte le zone del viso, senza provocare allergie o infiammazioni. Le uniche complicanze che si possono osservare sono dovute alla 'mal practice' dell'operatore.
IL LORO UTILIZZO
Il filler, lo dice la parola stessa è un riempitivo, può essere quindi utilizzato per riempire: le rughe glabellari, frontali e le depressioni temporali nel terzo superiore del viso; il solco lacrimale, solchi nasogenieni e la depressione zigomatica (ripristinando così il volume e la sporgenza zigomatica) nel terzo medio del viso; le rughe peri buccali con la tecnica 'para lipe', i solchi mentonieri e le depressioni della linea mandibolare nel terzo inferiore del viso. Inoltre, rimane il prodotto più sicuro per modellare e aumentare il volume delle labbra e negli ultimi anni ha trovato un grande impiego anche al naso (rinofiller) per renderlo più armonioso ricreando la linearità dello stesso e correggendo difetti congeniti o acquisiti dopo la chirurgia. Non dimentichiamo che oltre all'azione riempitiva, il filler all'acido ialuronico ha anche una importante azione biorivitalizzante. Infatti, oltre ad attirare acqua, stimola la formazione di collagene, dando così turgore e tono ai tessuti della zona trattata, con conseguente miglioramento estetico permanente nel tempo.
CONSIGLIO DELL'ESPERTO
E' importante che, tutti coloro che decidessero di sottoporsi a questo tipo di trattamento, diffidino di proposte a basso costo, che si rivolgano a degli specialisti del settore medico estetico e che si facciano certificare sempre dal medico il prodotto utilizzato.


